Negli ultimi anni il coaching è diventato sempre più visibile.
E con la visibilità sono aumentate anche le domande — legittime — di chi si avvicina a questa professione come potenziale cliente.
❓ Come faccio a capire se un coach è davvero un professionista?
❓ Conta il percorso personale del coach o la sua formazione specifica nel mio settore/contesto?
❓ Che differenza c’è tra un coach e uno psicologo o psicoterapeuta?
Domande tutt’altro che banali. Proviamo a fare un pò di chiarezza.
Coaching e psicoterapia: due ruoli diversi
Il coaching e la psicoterapia fanno entrambi parte delle professioni di aiuto, ma hanno scopi, confini e strumenti differenti.
>Lo psicologo/psicoterapeuta lavora sulla salute mentale, sul disagio psicologico e sui sintomi.
Può fare diagnosi cliniche, interviene su traumi, disturbi, sofferenza emotiva strutturata, segue un percorso universitario e abilitante regolato per legge. Deve avere un collega che periodicamente lo segue nel suo equilibrio mentale.
> Il coach si concentra invece su obiettivi, risorse, performance, allenamento al cambiamento e responsabilità personale. Non fa diagnosi, né terapia. Facilita consapevolezza, responsabilità e azione.
Non ha un albo regolamentato ma codici etici e la norma UNI 11601:2024 alla quale riferirsi per praticare la professione.
I coach non sono soggetti periodicamente ad una valutazione del loro stato mentale ma per essere riconosciuti professionisti devo formarsi continuamente, sperimentare per primi gli strumenti operativi della professione e seguire un rigido codice etico. La formazione deve essere riconosciuta dalle associazioni di settore, non un corso qualsiasi dal web o da altri canali.
La Norma UNI 11601:2024 e i codici etici associativi sottolineano che il coach non deve mai sostituirsi alla psicologia clinica e non deve praticare diagnosi o terapie a meno di competenze formali aggiuntive. (Ci sono molti coach che sono anche laureati in psicologia e iscritti all'albo).
Allora cosa conta davvero nella professionalità di un coach?
Nel coaching professionale ciò che caratterizza un professionista valido è:
- Formazione riconosciuta e competenze
Un coach serio si forma con programmi strutturati riconosciuti da associazioni di settore e allineati agli standard professionali.
- Codice etico e deontologico di riferimento
Associazioni come ICF, A.I.C.P., EMCC e altre, stabiliscono delle basi che definiscono un professionista:
✔ chiarezza contrattuale
✔ corretta gestione della relazione col cliente
✔ riservatezza
✔ rispetto dei limiti di intervento
✔ aggiornamento continuo
✔ trasparenza nel dichiarare competenze, ambiti e confini professionali.
I coach che aderiscono a queste linee guida si impegnano a una condotta professionale responsabile, basata su competenze etiche e metodologiche.
- Supervisione professionale
La supervisione non è un controllo psicologico della persona del coach, ma un confronto professionale strutturato in cui il coach esplora il proprio lavoro, i casi trattati, i limiti e le dinamiche emerse con un supervisore formato. Serve a garantire qualità e consapevolezza nell’esercizio della professione. La supervisione è uno strumento di qualità professionale, non di valutazione personale e intima del coach.
Un coach può essere efficace anche senza esperienza nel tuo settore?
Sì — e questo è uno dei punti che spesso sorprende chi non conosce la professione.
Un coach non ha bisogno di essere un esperto tecnico del tuo campo lavorativo o del tuo contesto specifico per essere efficace.
Ciò che conta è:
✔ la competenza nel processo di coaching
✔ la capacità di facilitare riflessione, responsabilità e azione
✔ l’ascolto profondo e la presenza
✔ il rispetto dei codici etici
Un coach può non conoscere i dettagli della tua azienda, ma saper guidare un processo di cambiamento con metodo e professionalità grazie alla sua formazione e pratica professionale. Il coach, può risultare estremamente efficace, proprio perché non entra come esperto, ma come facilitatore.
In sintesi: cosa garantisce davvero qualità e professionalità nel coaching?
- Formazione riconosciuta
Percorsi strutturati, allineati agli standard delle associazioni di settore.
- Appartenenza a un’associazione professionale
Con rilascio di credenziali e requisiti di aggiornamento continuo.
- Codice etico di riferimento
Che definisce confini, responsabilità, riservatezza e correttezza professionale.
- Supervisione
Come pratica di qualità e responsabilità verso il cliente.
- Chiarezza sul ruolo
Un coach serio sa dire cosa fa — e soprattutto cosa non fa.
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